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Paragrafo 8 . Il tumultuoso avvio della prima repubblica.

     
Il  1  febbraio 1793, la Convenzione, spinta dai girondini che, oltre
ad essere animati da ideali rivoluzionari, miravano anche a soddisfare
gli   interessi  degli  armatori  e  dei  mercanti,  dichiar   guerra
all'Olanda e all'Inghilterra, con le quali il contrasto si  era  fatto
pi  acceso  dopo  l'occupazione francese del Belgio. Allarmate  dalla
esecuzione  di  Luigi sedicesimo e da una guerra  che  ormai  appariva
finalizzata  sia  alla  propaganda antimonarchica  che  all'espansione
economica  e territoriale, le monarchie europee formarono  una  "prima
coalizione",  alla  quale  aderirono  Austria,  Prussia,  Inghilterra,
Olanda, Spagna, Russia e quasi tutti i principati italiani e tedeschi.
Sopraffatte dalla schiacciante superiorit degli avversari, le  truppe
francesi  subirono  pesanti  sconfitte su  tutti  i  fronti  e  furono
costrette ad abbandonare i territori occupati.
     Le  sconfitte  militari ebbero effetti rovinosi sulla  situazione
interna.  Tornava l'incubo dell'invasione straniera e ad  esso  ancora
una  volta  si  accompagnavano il sospetto, l'odio e il  desiderio  di
vendetta,  che  scatenavano i rivoluzionari pi  accesi  contro  tutti
coloro       che       erano      considerati       nemici       della
rivoluzione.  Contemporaneamente le  condizioni  di  vita  diventavano
sempre pi insostenibili, a causa di una crisi economica aggravata dal
blocco  della  navigazione mercantile, seguito all'entrata  in  guerra
dell'Inghilterra.
     Nelle  zone  dove  il nuovo sistema politico non  era  stato  mai
completamente  accettato il malcontento assunse le caratteristiche  di
ribellione di massa. Nella Vandea, una regione occidentale a sud della
Loira,  il tentativo di imporre una leva straordinaria per far  fronte
alla  difficilissima situazione militare provoc una  vera  e  propria
esplosione   controrivoluzionaria:  l'ostilit   dei   contadini   nei
confronti  della  rivoluzione,  che  non  aveva  migliorato  le   loro
condizioni  economiche  e sociali e che, con il suo  anticlericalismo,
aveva colpito il loro tradizionale attaccamento alla Chiesa, sfoci in
una vera e propria rivolta armata, sostenuta dagli aristocratici e dai
preti refrattari.
     Anche  nelle  citt  si respirava ormai aria  di  guerra  civile,
specialmente  a Parigi, dove i sanculotti esercitavano  una  pressione
costante sulla Convenzione perch ponesse un freno alla speculazione e
al  rialzo  dei  prezzi e svolgesse un'efficace azione repressiva  nei
confronti dei controrivoluzionari.
     L'indecisione  dei  girondini di fronte ad una situazione  sempre
pi drammatica spinse la "pianura" ad accordarsi con i montagnardi. La
nuova   maggioranza  della  Convenzione  adott  alcuni  provvedimenti
eccezionali:  per  la  repressione delle manovre  controrivoluzionarie
istitu  un  tribunale rivoluzionario e comitati  di  sorveglianza  in
tutti  i  comuni; venne quindi deliberata la formazione di un Comitato
di  salute  pubblica, un organo straordinario di governo  composto  da
nove membri; per frenare la speculazione e attenuare il carovita venne
fissato un calmiere sui prezzi dei grani e delle farine.
     L'adozione  di  tali misure che andavano incontro alle  richieste
dei  sanculotti  spavent i girondini e le altre forze  moderate,  che
cercarono  di  recuperare il controllo della situazione  ed  ottennero
qualche successo nelle
     
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     province.  Ancora  una  volta per risult decisiva  l'iniziativa
del  popolo  parigino, che con una insurrezione armata agli  inizi  di
giugno  1793  obblig la Convenzione ad arrestare 29  deputati  e  due
ministri girondini.
     Il   potere   politico  era  ormai  nelle  mani  dei   giacobini,
praticamente   corrispondenti   ai   montagnardi,   ma   i   girondini
continuavano  ad  essere forti in numerose province,  specialmente  in
quelle  delle citt portuali, dove avevano l'appoggio della  borghesia
mercantile  e  di  tutti coloro, popolo compreso, che  erano  contrari
all'egemonia della capitale. In numerosi dipartimenti scoppiarono vere
e  proprie ribellioni, che si aggiunsero a quella ancora in atto nella
Vandea.
     Di  fronte  al  dilagare della guerra civile, al ripetersi  delle
sconfitte   militari  e  all'aggravarsi  della  crisi   economica,   i
montagnardi  cercarono di acquisire un pi ampio consenso,  attraverso
l'adozione  di misure per contenere i prezzi e favorire l'acquisizione
delle  terre da parte dei contadini. Determinanti furono le  decisioni
relative  all'assetto  istituzionale. Nel mese  di  giugno  era  stata
approvata  una  nuova  costituzione, che si  distingueva  per  il  suo
carattere   democratico;   essa  infatti  introduceva   il   suffragio
universale  e  proclamava non solo i diritti politici ma anche  quelli
economico-sociali all'assistenza, al lavoro e all'istruzione,  il  cui
soddisfacimento era considerato necessario per una eguaglianza ed  una
democrazia  sostanziali;  era  inoltre riconosciuto  il  diritto  alla
insurrezione nel caso di mancato rispetto dei diritti del  popolo.  La
costituzione, sottoposta ad un plebiscito popolare nel mese di luglio,
avrebbe  dovuto  entrare in vigore il 10 ottobre 1793,  ma  in  quello
stesso giorno vennero sospese tutte le istituzioni repubblicane  e  fu
decisa  la  costituzione di un governo provvisorio. Contemporaneamente
vennero  ampliati  i poteri del Comitato di salute  pubblica,  cui  fu
affidato  il  compito  di  sorvegliare tutti  gli  organi  politici  e
militari;  i  suoi  membri, passati da 9 a 12,  erano  in  gran  parte
democratici;  tra tutti, dopo l'uscita di Georges-Jacques  Danton,  si
distingueva Maximilien Robespierre.
